"Non lo sa nessuno!": Vergognarsi dello Psicologo

Vergognarsi dello Psicologo: un problema di autostima?

Passano gli anni, ma indubbiamente andare dallo Psicologo è ancora oggi qualcosa che desta preoccupazione in molte persone. L'idea stereotipata è sempre più o meno la stessa, ovvero che chi si affida ad un professionista del genere sia un pazzo, una persona instabile e che, pertanto, la consulenza psicologica sia qualcosa di cui doversi vergognare.

"Cosa penseranno gli altri? cosa dirà la vicina di casa se sa che sono stata da uno Psicologo? cosa penseranno di me i miei colleghi di lavoro, o ancor peggio, i miei dipendenti? Meglio che non si venga a sapere.."
Sembra incredibile, ma questo tipo di osservazioni è ancora oggi assolutamente vivido nella mentalità che ci circonda impedendo di fatto a molte persone di accedere con serenità a consulenze psicologiche anche in contesti aziendali, sportivi e scolastici, dove invece tale figura, lungi dall'essere orientata ad occuparsi di pazzi, stenta ancora a trovare adeguata collocazione.

Non è questa la sede per dissertare su aspetti propriamente culturali e logistici che rendono ancora lo Psicologo una figura per certi versi inaccessibile, per cui cercherò di fare una sintetica riflessione su un singolo aspetto, quello della vergogna.

In genere chi prova questo tipo di sentimento, prima o poi lo manifesta in sede di colloquio. Non è inusuale infatti notare come la persona sentirebbe la necessità di parlare della propria esperienza con un amico, un familiare o un conoscente (anche solo per consigliare questo percorso), ma, nonostante questo, trova grande difficoltà a confrontarsi sul tema per il timore di passar male, di essere giudicata, provando persino un senso di colpa.

Qui credo che stia sempre il "nocciolo" della questione: il giudizio degli altri. Senza dubbio, una delle questioni più importanti in chi manifesta tali resistenze e timori!

Chi va dallo psicologo con una motivazione intrinseca forte è intimamente convinto che potrà fare tesoro di quello che accadrà e dell'esperienza fatta. Eppure è frenato da questo ostacolo insormontabile dato dalla valutazione degli altri. In questo caso è importante  cercare di definire meglio questo tipo di preoccupazione, perché spesso è parte integrante delle difficoltà che, seppur con contesti diversi, emergono nel disagio portato nel colloquio.

Il perfezionismo, associato spesso ad un'autostima negativa ed un concetto di sé non ben integrato, è frequentemente presente in coloro che manifestano tali dubbi, spesso anche a causa di contesti familiari d'origine centrati sulla critica. Il giudizio degli altri è lo strumento principale di valutazione di sé, a discapito di qualunque risorsa la persona possa in realtà possedere.


Una sorta di rigidità che impedisce ed ostacola la graduale apertura verso una flessibile disponibilità ad ascoltare se stessi prima degli altri.
Quando scatta questa scintilla ( e quindi la consapevolezza di orientare l'ascolto non su ciò che è fuori ma ciò che è dentro ciascuno di noi)  anche la capacità di prendere una posizione e di mantenerla e rafforzarla con il tempo con coerenza e costanza (un aspetto saliente dell'assertività), oltre ogni valutazione altrui, trova rapidamente linfa vitale.

È allora che affermare: "Sì! ho chiesto aiuto ad uno Psicologo e ci tornerò volentieri quando ne sentirò ancora il bisogno" diviene improvvisamente cosa facile facile...e assolutamente naturale.

Dr Fabio Ciuffini
Psicologo a Prato, Altopascio e zone limitrofe (Lucca, Montecatini).
Consulenza Psicologica per adulti. Psicologia Sport e Lavoro
Albo Psicologi Regione Toscana n°4521
Tel. 320-0298136

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Info su Dott.Fabio Ciuffini Psicologo dello Sport

Psicologo dello Sport e Mental Trainer. Albo Regione Toscana 4521. Iscritto all'Associazione Italiana Psicologi dello Sport e membro del progetto PDS, Psicologi dello Sport. Cofondatore del progetto CalcioScouting.com. Ricevo ad Altopascio (Lucca)
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