Psicologia dello Sport: il ritiro pre-campionato ed il rischio sovraccarico. Il caso Fiorentina

Psicologia dello Sport -  Le difficoltà estive di una squadra di calcio e il rischio di sovraccarico. Arousal e Performance.
Il caso Fiorentina

PREMESSA

La capacità di un allenatore di calcio non sta solo nel preparare fisicamente e tatticamente una squadra, ma anche nel saper cogliere alcuni segnali di carattere psicologico in grado di suggerire correttivi in itinere durante una preparazione estiva.

Questo è il caso della Fiorentina di Vincenzo Montella, reduce da due sconfitte pesanti in amichevole durante il precampionato che hanno portato il tecnico viola ed il suo staff ad alcune riflessioni sul metodo di lavoro adottato durante la preparazione.

La squadra viola ha sostenuto infatti due fasi di ritiro a Moena (TN), con l'aggiunta di un pre-ritiro a Montecatini prima della partenza per il Trentino che avrebbero  infatti provocato alla Fiorentina, secondo quanto riferito dal tecnico stesso,  un certo stress dettato non solo dagli allenamenti e quindi dalla preparazione atletica, bensì dalla necessità di lavorare per periodi prolungati di tempo, portando gli atleti ad un calo di reattività e, probabilmente, di concentrazione.

Montella, lo sappiamo, è un tecnico molto puntiglioso che valuta attentamente la componente psicologica correlata con le performance sul campo, e non ha quindi avuto difficoltà a notare come la Fiorentina in campo apparisse decisamente distratta.

Ciò che ha colpito infatti nelle amichevoli con Villareal e Sporting Lisbona non è infatti il gioco viola più o meno fluido, bensì la quantità impressionante di errori di distrazione manifestati in campo con passaggi ed appoggi semplici sbagliati e scarsa reattività nei recuperi.

ANALISI
La componente atletica può naturalmente avere un suo peso dati i carichi di lavoro cui vengono sottoposte le squadre di calcio ad inizio stagione, ma la Fiorentina è apparsa effettivamente in difficoltà da un punto di vista attentivo e psicologico.

La capacità di mantenere la concentrazione è naturalmente molto legata allo stress, in quanto quest'ultimo ha il potere di ridurre l'entità e la qualità della reattività dell'organismo, il quale, dovendosi adattare a stimoli ripetuti nel tempo (e quindi come tali gravosi) non riesce ad avere momenti di recupero sufficienti per ritrovare energia fisica e psichica.
Sono molti infatti gli stressors (ovvero gli elementi in grado di generare stress) che possono colpire un individuo in generale e un atleta in particolare: Ambientali (temperatura esterna, la luce, spostamenti continui) Organici ( il dolore, eventuali traumi, malattie) Psichici (Ansietà, Paura, Autostima, Ambizioni/Potenzialità percepite, trumi psicologici etc..) Sociali (Isolamento, Mancanza di Senso di appartenenza, scarsa coesione di gruppo e cos' via) 
La necessità di contemplare in modo più completo possibile questi fattori alla luce della prestazione e della reattività di un atleta, diventa quindi determinante al fine di creare validi presupporti per performance di livello.
Quando parliamo di attivazione psicofisiologica in relazione alla prestazione, dobbiamo riferirci infatti ad un grafico a "U rovesciata" (Legge di Yerkes e Dodson) in cui si evidenzia come la performance e l'attivazione dell'organismo (e quindi la sua reattività atletica e l'attivazione ottimale delle componenti fisiologiche correlate alla prestazione) raggiungano un momento di perfetta sinergia quando le richieste dell'ambiente esterno non siano eccessivamente perduranti nel tempo, soprattutto quando si parla di compiti complessi come quelli tipici del calcio, un gioco che richiede all'attenzione di spostarsi ripetutamente su molti aspetti della gara (la propria prestazione, i movimenti dei compagni, quelli degli avversari e così via).
All'aumentare dell'Arousal (l'attivazione dell'organismo) segue infatti un parallelo miglioramento della prestazione fino a raggiungere la performance ottimale. Tuttavia, quando all'organismo viene richiesto per troppo tempo di mantenere alto il livello di arousal (situazione di sovraccarico), la prestazione inizia a scendere in concomitanza con il presentarsi dello stress che può portare a conseguenze negative come ansietà, paura ma anche ad un calo deciso dell'attenzione.
CONCLUSIONI
Possiamo ipotizzare che nel caso della Fiorentina, questo inizio di stagione abbia visto da parte dello staff una tendenza a raggiungere il punto di stress che possiamo notare nel grafico. Gli impegni viola ed il ritiro prolungato, insomma, potrebbero aver portato la squadra a dover mantenere un livello di attivazione psicofisica troppo prolungata nel tempo, con conseguente calo della prestazione. Gli impegni, il ritiro "triplo", gli spostamenti per le amichevoli avrebbero insomma condotto la squadra ad uno stato di sovraccarico. 
La reazione della società e dello staff viola alle prestazioni poco performanti della squadra è stata tuttavia adeguata: stop alle amichevoli fino al primo impegno ufficiale e due giorni di riposo a cavallo del Ferragosto.
Un modo per ridurre il sovraccarico riportandolo a livelli adeguati alle buone possibilità di performance tipici della parte alta della curva, aspetto importantissimo alla luce del'avvio ufficiale della stagione.

Dr Fabio Ciuffini
Psicologo
Psicologoalavoro.blogspot.it
ciuffinifabio@gmail.com
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Info su Dott.Fabio Ciuffini Psicologo dello Sport

Psicologo dello Sport e Mental Trainer. Albo Regione Toscana 4521. Iscritto all'Associazione Italiana Psicologi dello Sport e membro del progetto PDS, Psicologi dello Sport. Cofondantore presso CalcioScouting.com. Ricevo ad Altopascio (Lucca) o Prato (PO)
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