Psicologia e Sport: Quel Sogno chiamato Calciomercato

Perché il Calciomercato appassiona così tanti sportivi? Per quale motivo i media (nuovo e vecchi) dedicano così ampio spazio alle trattative, ai "colpi", ai "Top Player" e alle strategie di rafforzamento delle società di calcio?

Insomma, si tratta soltanto di interesse per questo sport, oppure vi sono delle motivazioni meno generiche e più profonde che spiegano per quale motivo il mercato dei calciatori, acquisti, prestiti, cessioni, comproprietà e cifre da capogiro coinvolgono in maniera così radicale la quotidianità dei tifosi di questo discusso quanto bellissimo sport?

Il calciomercato consente al tifoso di avere davanti ai propri occhi, ogni giorno e su tutti i media una vastissima serie di oggetti di godimento sportivo che iniettano nell'appassionato una speranza di soddisfacimento del desiderio. Quello di vittoria, quello di nutrimento del proprio Ego e del proprio narcisismo.

Il calcio è certamente un fenomeno sociale di larghissimo respiro che implica la presenza di fenomeni e dinamiche che coinvolgono l'identità individuale e collettiva.
Siamo quello che siamo, ma anche quello che vogliamo essere, che decidiamo di essere.
L'appartenenza ad una fede sportiva è indice di un'appartenenza sociale di gruppo che è determinante in ciascuna sfaccettatura della vita umana.

Appartenere ad un gruppo è già gratificante di per sé perché implica la capacità dell'individuo di sentirsi parte di un'idea, di un'ideale.
Il calcio è appartenenza, è fede, è desiderio di vincere, di primeggiare anche da un punto di vista non solo sportivo e tecnico, ma sociale, laddove l'identità di un gruppo vincente diviene promotrice di un successo individuale.

Il colpo di mercato da prima pagina è la gratificazione di un desiderio di vittoria, un aumento delle possibilità che la propria identità sociale venga in qualche modo rafforzata dal fascino del successo.
La sconfitta nel calcio genera frustrazione come poche realtà sociali sono in grado di palesare con tanta irruenza. E la frustrazione, lo sappiamo, è disgregativa nei gruppi.

Il mercato, i nomi, i milioni di euro che rimbalzano di voce in voce, di società in società arricchiscono da un lato l'ambizione della vittoria ed il rafforzamento apparente dell'identità sociale, e dall'altro costituiscono invece di per sé un soddisfacimento di un desiderio, che è quello legato al sogno.

Il mercato dei calciatori è questo: è gioia di per sé, superficiale o frivola se vogliamo, ma intensa in quanto gratificante nel suo evolversi. La ricerca del sogno è già un sogno, motivo per il quale non può che trovare forza l'ipotesi per la quale l'aspettativa di un piacere, è già piacere.

Un'affermazione talmente verosimile che spiega bene per quale motivo il calciomercato sia così lungo, e riesca a colmare l'assenza del campo, delle partite, delle gioie e dei dolori delle gare settimanali.

La ricerca del campione, il suo approssimarsi è l'apice del godimento. Ed è persino più potente dell'acquisto stesso che, una volta avvenuto (potremmo dire consumato) passa immediatamente in secondo piano come dato acquisito, facendo rivolgere l'attenzione del tifoso ad un nuovo sogno, un nuovo nome, in maniera persino compulsiva.

Non vi è mai una reale sazietà almeno fino a quando scatta l'ultimo minuto di mercato e l'attenzione si sposta sul campo di gioco, e quindi ad una nuova forma di ricerca di gratificazione.

Un circolo vizioso se vogliamo, ma promotore di un interesse incredibile nei confronti di uno sport che, come pochi altri, è in grado di smuovere veramente milioni e milioni di persone.

Dr Fabio Ciuffini
Psicologo
ciuffinifabio@gmail.com
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Info su Dott.Fabio Ciuffini Psicologo dello Sport

Psicologo dello Sport e Mental Trainer. Albo Regione Toscana 4521. Iscritto all'Associazione Italiana Psicologi dello Sport e membro del progetto PDS, Psicologi dello Sport. Cofondatore del progetto CalcioScouting.com. Ricevo ad Altopascio (Lucca)
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