Panchine troppo lunghe e Pigrizia sociale: il Free-Rider

La Pigrizia sociale è un fenomeno che si verifica frequentemente all'interno dei gruppi e che determina la tendenza alla diminuzione della propria prestazione individuale quando un atleta è inserito all'interno di un contesto di squadra. Un elemento importante per capire per quale motivo in modo più o meno consapevole, gli allenatori di calcio non amino gruppi di giocatori troppo numerosi.

Abbiamo già analizzato l'importanza del fattore allocativo nel dimostrare per quale motivo possa nascere questo tipo di situazione nei gruppi, ed adesso concentriamo l'attenzione su un altro fattore in grado di determinare l'insorgenza di Pigrizia sociale, ovvero l'effetto denominato del Free-Rider.

Quando un atleta è inserito all'interno di un gruppo numeroso, accade che la rilevanza del fattore individuale rischi fortemente di essere molto circoscritta agli episodi, o addirittura nulla.

In particolare, quando un atleta percepisce che il proprio contributo non solo sia poco distinguibile, ma anche poco importante ai fini degli obiettivi di squadra emerge un calo motivazionale molto importante denominato appunto "Free-Rider", per cui l'atleta si pone di fatto in disparte rischiando di isolarsi e partecipando con scarsa energia psichica alle attività della squadra, convinto che le energie degli altri compagni siano più che sufficienti all'esecuzione di un compito.

Questo fenomeno, spiegato da Kerr e Bruun, S. E. (1983)  ci consente ci comprendere la rilevanza che ha da parte dell'allenatore la sua capacità di coinvolgere i propri giocatori in modo continuativo alle competizioni e/o attività di gruppo, in modo da mantenere elevato il livello motivazionale del gruppo nel suo complesso.

Certo, nel mondo del calcio questo talvolta è difficile a causa anche di situazioni contingenti (ad esempio contrattuali) in cui una società si trova a gestire calciatori in uscita oppure non graditi al tecnico, alcune volte non solo per motivi sportivi ma anche comportamentali.

Tali circostanze determinano che nel gruppo i free-rider siano piuttosto frequenti, elemento che però andrebbe ben gestito in quanto potenzialmente molto nocivo e possibile catalizzatore della creazione di sottogruppi e coalizioni all'interno della squadra (magari proprio contro l'allenatore)

Un calo motivazionale in un atleta, se consideriamo che una squadra sia di fatto un sistema sociale complesso, genera a catena reazioni nel gruppo che possono essere sfavorevoli agli obiettivi sia del tecnico che della società.

La conoscenza di questi fattori ed uno stimolo al coinvolgimento di tutti gli atleti, potrebbe essere determinante nel creare quelle condizioni utili affinché il gruppo sia più coeso possibile e, come tale, maggiormente in grado di ottenere risultati vincenti.


Dr Fabio Ciuffini
Psicologo
ciuffinifabio@gmail.com



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Kerr, N. L., & Bruun, S. E. (1983). Dispensability of member effort and group motivation
losses: Free-rider effects. Journal of Personality and Social Psychology, 44, 78-94.
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Info su Dott.Fabio Ciuffini Psicologo dello Sport

Psicologo dello Sport e Mental Trainer. Albo Regione Toscana 4521. Iscritto all'Associazione Italiana Psicologi dello Sport e membro del progetto PDS, Psicologi dello Sport. Cofondantore presso CalcioScouting.com. Ricevo ad Altopascio (Lucca) o Prato (PO)
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