Giocare a porte chiuse può influire sulla prestazione della squadra?

Dopo la recente gara del campionato di Serie A disputatasi allo stadio Is Arenas di Cagliari che ha visto l'assenza di pubblico sugli spalti a causa di disposizioni delle istituzioni del territorio l'allenatore della Fiorentina Montella ha apertamente dichiarato che buona parte della responsabilità della sconfitta della sua squadra per 1-2 è adducibile anche all'assenza di spettatori, una situazione anomala a cui il Cagliari sarebbe abituato da tempo e la Fiorentina no.

Ma è così significativa la presenza di pubblico sugli spalti?La risposta è senz'altro affermativa. Ci sono infatti vari fattori in grado di incidere sul comportamento della squadra in campo in casi del genere. Vediamo in sintesi alcuni di essi.


Comunemente ci si riferisce al termine adrenalina per indicare in realtà un concetto un po' più complesso che interviene quando i giocatori entrano in campo e che influisce direttamente sul livello di attenzione della squadra, ossia l'Arousal.

Con Arousal si indica il livello di attivazione psicofisiologica che consegue alla presenza di alcuni compiti da svolgere o prestazioni da raggiungere e che determina un aumento della vigilanza e dell'attenzione, la preparazione dei muscoli allo sforzo e l'attivazione di cuore e polmoni.

In situazioni standard, quando l'arousal aumenta, cresce parallelamente anche la prestazione in campo almeno fino a quando non viene raggiunto un punto ottimale ma critico, oltre il quale perdurando l'esposizione dell'individuo al compito per un periodo prolungato del tempo, diminuisce il suo livello di attenzione e quindi la sua prestazione complessiva.

Il grafico a U rovesciata qui di seguito rappresentato dimostra come l'atleta sia soggetto anche a stress ed ansietà al verificarsi di questa circostanza ( ad esempio quando una gara va ai tempi supplementari e la stanchezza fisica e mentale si fa sentire duramente):




La presenza di pubblico sugli spalti è molto importante nella prima fase di aumento dell'attivazione del calciatore (anche da un punto di vista emotivo), tuttavia questa componente  può risultare meno decisiva con il trascorrere del tempo quando il calciatore si è abituato ai cori, ai suoni, ai fischi e l'ambiente nel suo complesso e la sua attenzione si focalizza sulla gara.
In situazioni di normalità, infatti, il livello di attivazione dell'atleta non viene mantenuto dalla presenza di pubblico, bensì dalla sua capacità di concentrarsi in breve tempo sul gioco.

In poche parole il suo Arousal subisce sì negativamente il calo dell'effetto ambientale ma resta tuttavia su livelli adeguati al compito da svolgere sul terreno di gioco grazie alla capacità di focalizzare l'attenzione altrove e alla necessità di conseguire un risultato positivo.

Quando questo processo non avviene in modo regolare, l'effetto ambientale può continuare ad incidere nel tempo sulla prestazione del calciatore determinando una seria difficoltà a concentrarsi sul gioco. Pensiamo ad esempio ai casi in cui un calciatore compie già nei primissimi minuti della partita gravi errori di distrazione, oppure quando un ex calciatore di una squadra di calcio  torna a giocare in uno stadio dove ha giocato per anni in preda all'emozione.

La presenza di pubblico può infatti anche potenzialmente determinare un motivo di distrazione per l'atleta (ad esempio se gli spettatori inveiscono contro di lui) ostacolando la sua capacità di concentrarsi sulla gara e sulle azioni in campo, costituendo un fattore di rischio per la sua prestazione.

Centrale diviene infatti la sua capacità di focalizzare l'attenzione su se stesso e sulla prestazione che sta svolgendo, estraniandosi velocemente dalle componenti ambientali e da possibili motivi di nervosismo, aumento della tensione, paura e quindi stress.

E quando il pubblico non c'è?

Il caso dell'assenza totale di pubblico si configura come un caso limite in cui il silenzio regna incontrastato ed in cui mancano tutti i fattori ambientali che normalmente fanno da cornice ad una partita di calcio.
Quando un atleta in particolare o una squadra di calcio nel suo complesso hanno bisogno di sentire il calore del proprio pubblico per trovare la giusta "carica" (il che spiega ad esempio per quale motivo molte formazioni hanno risultati positivi in casa e negativi in trasferta) l'assenza di pubblico potrebbe nuocere sulla sua capacità di trovare adeguata attivazione e concentrazione.

Affinché ciò si verifichi si rende necessario essere in grado di modificare il proprio Stile attentivo in modo adeguato alle circostanze, orientando funzionalmente il proprio interesse verso le varie fasi del momento agonistico.

L'attenzione può essere infatti analizzata secondo la presenza di 4 dimensioni, ossia Interna-Esterna e Ristretta-Ampia che ne indicano la direzione e l'ampiezza (Nideffer 1976, 1978).

Quando viene adottato uno stile Interno e Ristretto, l'atleta è concentrato fortemente su di sé  e la propria percezione corporea locale. In caso di stile Interno ma Ampio, l'attenzione è invece rivolta sì al proprio movimento fine ma indirizzandola strategicamente all'esterno, ossia alla propria risposta in funzione delle circostanze.

Quando lo stile diviene Esterno e Ristretto, l'atleta è concentrato sulle azioni del campo di gioco e sui movimenti dei giocatori in campo, mentre se l'attenzione è rivolta alternativamente al campo e all'ambiente, si parla di un allargamento ulteriore di prospettiva che rischia di divenire dispersivo se mal gestito. In questo caso lo stile diviene cioè Esterno ed Ampio.

La situazione di assenza di pubblico potrebbe portare i calciatori a orientare la propria attenzione verso l'ambiguità esterna della situazione adottando uno stile primariamente Esterno ed Ampio, alternandolo ad uno Esterno/Ristretto (il campo per semplificare) ed impedendo all'atleta di concentrarsi adeguatamente su di sé e sulla propria azione in campo.

In casi del genere è necessario che l'atleta riesca invece a ridurre l'impatto dello stile Esterno/Ampio, orientandolo maggiormente verso stili Esterni ma Ristretti (limitando il campo percettivo al terrenodi gioco) e Interni ed Ampi (ossia focalizzandosi sulla propria risposta alle azioni del campo).

Uno stile Interno e Ristretto potrebbe essere funzionale alla gestione dello stress quando si innalza la fatica e l'atleta si trova dinanzi alla necessità di gestire le proprie risorse psicofisiche nel migliore dei modi.

Per tornare all'esempio iniziale, la squadra di Montella potrebbe aver avuto difficoltà nel distogliere l'attenzione dall'anonimato della situazione e non essere stata capace di rivolgere adeguatamente la propria attenzione sul compito e sui propri movimenti in campo, mentre il Cagliari potrebbe aver già maturato unna certa abitudine ad adottare stili attentivi più appropriati alla situazione.

Fabio Ciuffini
Psicologo


Nideffer, R.M. (1976a). Test of attentional and interpersonal style. Journal of Personality and
Social Psychology, 34, 394-404.


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Info su Dott.Fabio Ciuffini Psicologo dello Sport

Psicologo dello Sport e Mental Trainer. Albo Regione Toscana 4521. Iscritto all'Associazione Italiana Psicologi dello Sport e membro del progetto PDS, Psicologi dello Sport. Cofondantore presso CalcioScouting.com. Ricevo ad Altopascio (Lucca) o Prato (PO)
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